Carrello
Loading

21 - I boschi del Tevere

La mia esplorazione della valle del Tevere per questo blog termina tra i boschi.


L'Etruria era ricchissima di fittissime selve, alcune, come quella Cimina, erano considerate quasi impenetrabili. Dopo la conquista romana, tuttavia, si iniziò a tagliare sempre più alberi, sia allo scopo di rendere più agevole il controllo del territorio, sia - e forse soprattutto - per costruire la poderosa flotta dell'Urbe e per soddisfare le esigenze di una città in costante crescita, e che dunque richiedeva legname d'opera per edificare case ed edifici pubblici.



La presenza del Tevere rendeva facile far arrivare i tronchi tagliati fino a Roma, grazie alla tecnica della flottazione: in pratica si gettavano i tronchi in acqua e li si guidava verso la Città eterna, sfruttando la corrente. In breve dei vasti boschi etruschi rimasero solo brandelli, sebbene il colpo di grazia finale sia arrivato molti secoli dopo quando il nuovo Regno d'Italia, per crescere economicamente, iniziò a sfruttare le selve, stavolta con tecnolopgie "moderne". Solo per realizzare le traversine ferroviarie vennero abbattuto ettari ed ettari di boschi, mentre la gran parte della popolazione utilizzava ancora la legna per le esigenze domestiche.


Dunque non deve sorprendere che oggi la valle del Tevere, nel tratto che ho preso in esame per questa mia narrazione, tra Corbara e Roma, appaia in buona parte spoglia, con radi boschetti qua e là.



Quello che sopravvive di più è il bosco ripariale che, vegetando in zone instabili, spesso allagate, è stato risparmiato dalla motosega. Specialmente il bosco a galleria, in mezzo a cui scorre il fiume, con i suoi pioppi, i salici, gli ontani, ha ancora una discreta estensione. In fondo è per questo che il Tevere è oramai in buona parte invisibile, nascosto dietro una poco estesa ma folta cortina di alberi.


In questo mio viaggio ho cercato di scavalcare gli ostacoli della vegetazione soprattutto grazie al drone e ai passaggi creati dai pescatori. E' stata un'esperienza molto interessante e coinvolgente. Ma oramai il viaggio è giunto alla conclusione. Ne parlerò nel post e nel video della prossima settimana. Ho già iniziato a lavorare all'editing del progetto e a breve anche all'impaginazione del libro, la cui uscita è prevista a maggio.



Mi aspetta un lavoro intenso e sebbene di gran lunga preferisca il lavoro sul campo a quello in studio, tuttavia è sempre entusiasmante iniziare a organizzare le immagini in qualcosa che abbia senso e che spero venga apprezzato da chi segue il mio lavoro!