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7 - Sotto Castiglione in Teverina

Il fiume divaga. E' come se non avesse alcuna fretta di andare verso il mare, di ricongiungersi con quei due terzi di pianeta che sono ricoperti dalle vastità oceaniche, di dissolversi in un infinito anonimato dopo esser stato "il biondo Tevere", "il fiume al ciel prediletto", che fa "da cintura" a Roma Caput Mundi.



A volte, mentre cammino lungo le sue rive, mi viene da pensare che forse, invece, si goda questa quieta bellezza, prima di dirigersi suo malgrado verso gli scarichi inquinanti, i depuratori insufficienti, le montagne di rifiuti che Roma e le sue conurbazioni ancora oggi - dopo tante battaglie ambientaliste - comunque vi scaricano. O magari vuole ritardare l'abbraccio mortale con "l'altro fiume" di Roma, l'Aniene, il "Teverone", che con le sue acque mefitiche assesta un knock out definitivo al Tevere, che poi riesce a malapena a riprendersi prima della foce, come un pugile rintronato.



Fatto sta che nella pianura crea continuamente dei meandri, procede, poi ci ripensa, devia, si allunga, riprende il cammino. Ma all'uomo questo non piace, ruba terra e spazio alle sue attività. Così, nei secoli, ha cercato di raddrizzare il fiume, di costringerlo in un percorso più efficiente, senza ripensamenti.


Ma in effetti, alcuni punti, il fiume lo faceva già da solo.


Mi avvicino alle sue rive sfruttando, al solito, i sentierini e le piazzole create per scopi alieutici (per la pesca). In questo caso la traccia, che raggiungo dopo diversi chilometri percorsi a piedi su strade bianche, penetra nel bosco ripariale fitto di pioppi già ingialliti e spunta su una sorta di banchina fangosa. Guardando verso monte si vede una leggera curva del Tevere ma da lì in poi, come scopro volando col drone, c'è un rettilineo quasi perfetto. Guardo sulla mappa. E' lungo circa un chilometro e giurerei che sembri artificiale, ma non trovo notizie in merito. Vedo che più a monte, dopo un'altra leggera deviazione, segue un altro rettilineo e poi una zona di meandri poco accentuati. Pare davvero che qui, immagino per cause geologiche, il Tevere non perda tempo, si butti a capofitto verso Alviano, con la sua diga e l'Oasi WWF.



Non lontano l'Autostrada del Sole fa questo sin dalla sua progettazione: trova la strada più dritta e veloce per collegare due punti, Milano con Roma. Ma il fiume è diverso, se decide di andare più veloce e non divagare è solo perché costretto, non cerca mai la strada più breve per andare lontano.


Il fiume è saggio, noi uomini un po' meno.