Orte è uno dei paesi più prossimi al fiume. Me ne rendo conto mentre cammino su una strada di campagna affiancata - anzi sovrastata - dall'A1. Non ci avevo mai pensato prima, perché in effetti l'antico centro abitato sorge in alto, su uno sperone di tufo che sembra la prua di una nave. Guardando su Maps e misurando la distanza lineare, le case sono a circa cento metri dall'acqua del Tevere.
Passando accanto al lavatoio dell'Acqua Acetosa mi rendo anche conto che il rapporto tra Orte e la valle doveva essere molto forte, quotidiano, con piccoli stradelli che scendevano sino ai campi lungo le rive. Oggi la comunicazione tra il paese e la valle è mediata dalle vie di comunicazione o dalla presenza di un grande centro produttivo artigianale. Mi sembra che Orte guardi alla valle con un certo distacco. D'altra parte il frastuono dell'autostrada non invoglia a fare passeggiate, sebbene incontri diverse persone intente a fare jogging.

Però, pian piano, la situazione migliora e mi ritrovo tra campagne alberate e relativamente tranquille. Tagliando tra i campi scendo sino al fiume che qui scorre in una sorta di larga forra poco profonda. Non c'è molta acqua, ma questo capita anche perché viene regolata a monte. Un paio di anni fa, in questo stesso punto, mentre ero intento a fotografare, l'acqua iniziò ad alzarsi di colpo e dovetti correre tra fango e sassi per uscire di corsa dall'alveo. Memore di quell'esperienza, mi muovo con circospezione, anche perché il tratto scoperto è costituito da ciottoli scivolosissimi coperti da un limo appiccicoso.
Ma vale la pena di saltellare tra pozzanghere e fango per dare un'occhiata al "Pontaccio" o ponte di Augusto, di cui in verità restano solo parti dei piloni portanti, che dovevano essere sei, mentre oggi a malapena se ne distinguono cinque, ma solo uno conserva intatta la sua imponenza. E' una struttura realizzata con cura, in bugnato, e mostra ancora parti del basamento, da cui emergono anche elementi in legno.

Che sia un ponte di epoca romana non è certo, per come appaiono oggi i suoi resti è probabilmente successivo, ma di dobbiamo presumere che sia stato rifatto più volte, dopo i crolli dovuti al fiume ma anche alle azioni di eserciti invasori. Nelle fonti compare ufficialmente nel medioevo (1163), però forse la struttura venne impostata su un precedente ponte oramai quasi scomparso: potrebbero essere romane le sostruzioni alla base, ma non sono un archeologo e potrei sbagliare.
A me quel che interessa è la bellezza del luogo, con la sensazione di atmosfera decadente legata ovviamente ai ruderi immersi nell'acqua e con una delle viste migliori su Orte, una volta tanto senza che si notino i guasti della modernità.
Nemmeno il rumore dell'autostrada arriva sino a qui, si sente solo il dolce mormorare dell'acqua del fiume.
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